Stai cercando la stampante giusta per mettere i tuoi ricordi “nero su bianco” ma non sai dove sbattere la testa?

In questo articolo proverò a fare chiarezza sui vari parametri da tenere in mente prima dell’acquisto di una stampante fotografica.

In particolare, cercherò di analizzare nel modo più breve (senza lasciare nulla al caso) quali sono le caratteristiche da conoscere prima dell’acquisto.

Poi, una volta che avrai bene a mente determinate nozioni, pubblicherò altri articoli per consigliarti le migliori stampanti fotografiche per rapporto qualità-prezzo e con il miglior costo per pagina.

Mi soffermerò sulle stampanti a getto di inchiostro che a differenza del pensiero comune, durano tanto e possono regalare delle ottime stampe “fatte in casa”.

Come funziona una stampante a getto di inchiostro?

La tipica stampante ink-jet presenta un carrello che si sposta lungo il foglio, avanti e indietro.

Il foglio scivola sui rulli in direzione perpendicolare al carrello; sul carrello c’è il cuore della tecnologia: le testine di stampa.
Le testine hanno il compito di trasferire l’inchiostro sul foglio, tramite gli ugelli (dei piccoli fori) delle minuscole gocce che andranno a comporre l’immagine.

Le gocce di inchiostro vengono eiettate, tipicamente, in due modalità:

  • Termica – tecnologia a caldo – ad ogni ugello corrisponde una resistenza che, ricevuto l’impulso elettrico, si scalda e genera una bolla di vapore che spinge fuori l’inchiostro.
  • Piezoelettrica – tecnologia a freddo brevettata da Epson –  prevede il posizionamento di un piezoelettrico sotto agli ugelli. Quando il piezo riceve l’impulso elettrico si deforma, spingendo fuori le goccioline d’inchiostro.

La risoluzione di stampa

È espressa in DPI (dots per inch – punti per pollice): ovviamente, a parità di dimensioni stampate, un valore più alto di DPI corrisponde ad una risoluzione migliore di stampa.

Inchiostro Dye o inchiostro a pigmenti

Gli inchiostri non sono tutti uguali. Oltre ad esistere una differenza qualitativa tra inchiostri originali e non originali, esiste una differenza anche per quanto riguarda la composizione chimica.

Generalmente, per le stampanti a getto di inchiostro, vengono utilizzate due tipologie di inchiostro:

  • Inchiostro Dye Based, o inchiostro a base d’acqua
  • Inchiostro a pigmenti

L’inchiostro a base d’acqua è quello storicamente più utilizzato nelle stampanti ink-jet. Questi inchiostri sono delle soluzioni in cui il soluto è il colore e il solvente è l’acqua.
Negli ultimi anni hanno fatto la loro comparsa sul mercato anche inchiostri a pigmenti, in cui le particelle di colorante sono disciolte in sospensione.

Non esiste un “meglio” o “peggio”.

Gli inchiostri DYE (ad acqua) restituiscono colori vibranti e saturi con un ampia gamma di colori riprodotti, ragion per cui sono più utilizzati in ambito fotografico.

Si preferisce, invece, utilizzare l’inchiostro a pigmenti nella produzione di documenti scritti in quanto tali inchiostri rimangono ancorati sulla superficie della carta.
Questi inchiostri risultano molto meno brillanti e posseggono una gamma di colori riprodotti minore.
L’inchiostro a pigmenti però è un inchiostro molto resistente.
Resiste meglio a luce, aria e, ovviamente, all’acqua.

Resa delle cartucce: lo standard ISO

La quantità di stampe è indicato da un numero, dichiarato sulla confezione di cartucce, definito come standard ISO (standard ISO/IEC 24712). Questo modello di stampa corrisponde ad una stampa in serie di 5 fogli che sono un misto di testi, articoli di giornale, tabelle, grafici, immagini e che cercano di replicare l’utilizzo dell’utente medio.

Il colore

Senza scendere troppo nel dettaglio, ciò che noi percepiamo come colore non è altro che una radiazione elettromagnetica -compresa nello spettro del visibile- che riusciamo a percepire grazie alla presenza di fotocettori presenti nel nostro occhio.

I colori che vediamo non sono altro che la mescolanza di alcuni colori, detti colori primari, che possono essere formati tramite sintesi additiva sintesi sottrattiva.

La sintesi additiva

Nella sintesi additiva vengono utilizzati tre colori primari: RGB (Red, Green, Blue – rosso, verde, blu).
L’interazione tra questi colori riproduce la maggior parte dei colori presenti nello spettro del visibile.

L’RGB è alla base del funzionamento dei dispositivi che emettono fasci di luce (monitor, scanner, proiettori).

La sintesi sottrattiva

Nella sintesi sottrattiva, per ottenere la maggior parte dei colori presenti nello spettro del visibile, vengono utilizzati tre colori diversi: CMY (Cyan, Magenta, Yellow – ciano, magenta, giallo).

Il metodo CMY è quello utilizzato in tipografia, quindi nella nostra stampante a getto di inchiostro.

Per essere più precisi, in tipografia si utilizza il CMYK dove la K sta per blacK.

CMYK: ecco a voi la stampa in quadricromia!

Spazio colore: il Gamut

Il gamut… cos’è? Potrebbe sembrare una brutta parola, ma è l’insieme dei colori che può riprodurre una periferica.
Non intendo dilungarmi troppo su questo argomento, ma è chiaro che per quanto riguarda le stampanti, il gamut dipenda da diversi fattori, tra cui anche il supporto di stampa (la qualità della carta che utilizzate).

Se vuoi approfondire ti lascio un bel link.

Importanza della corrispondenza tra i colori

Per ottenere la miglior stampa possibile è necessario ce i colori che visualizziamo a monitor corrispondano a quelli in stampa.
Ovviamente, ciò sarà impossibile: i metodi colore sono diversi e, soprattutto, il gamut è diverso: ci saranno dei colori a monitor che non si potranno vedere uguali in stampa e viceversa.

Calibrazione dello schermo e profili ICC

Passo numero 1 per ottenere la massima fedeltà nei colori: calibrare lo schermo.
A tale scopo esistono degli strumenti per calibrare lo schermo, come lo Spyder.

Passo numero 2 per ottenere la massima fedeltà nei colori: Abbiamo bisogno di un software che converta i colori. A tal proposito vi lascio questo link del sempre ottimo Boscarol.

Formato di stampa

I formati di stampa più comuni nelle stampanti consumer vanno dal classico A6 (10 x 15) fino ad A3 (29,7 x 42,0).

Carta fotografica

La carta fotografica viene solitamente venduta in stile matte (opaca) o gloss (lucida).

La scelta dipende dai gusti ma in genere si tende a preferire la carta opaca per stampe di dimensioni più grandi del 10×15.

Più che buona, per rapporto qualità/prezzo, risulta essere questa carta HP (formato 10×15).

Per il formato A4 consiglio invece di dare un’occhiata qui.

Le stampanti ink-jet durano poco solo se le tratti male!

  1. non lasciare la tua stampante ink-jet esposta a fonti di luce diretta o di calore
  2. non lasciare spenta la tua stampante per lunghi periodi (basta accenderla, anche senza stampare, almeno una volta ogni 10-15 giorni)
  3. cerca di non utilizzare inchiostri non originali o di scarsa qualità, anche se al momento ti sembra di risparmiare

Verifica il prezzo e la resa dei consumabili, prima di acquistare una stampante!

  1. Capita spesso che i consumabili (le cartucce) costino tanto quanto una stampante nuova
  2. Per quanto riguarda la resa delle cartucce, puoi farti un’idea leggendo il numero di stampe standard ISO che puoi effettuare direttamente sulla confezione della cartuccia.

Passiamo adesso ad analizzare le caratteristiche salienti e alcuni dei modelli dei principali vendor:

  1. Stampanti fotografiche ink-jet Epson
  2. Stampanti fotografiche ink-jet HP 
  3. Stampanti fotografiche ink-jet Canon (coming soon)

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